mercoledì 30 ottobre 2013

Oradur e la famiglia Miozzo


La strage
di Oradur e la famiglia Miozzo

Un interesse storico coinvolge  una donna di Cavino uccisa con i sui setti figli nel 1994  in Francia nella strage di Oradur-sur-Glane.
  Chi ha seguito la stampa locale ha letto due articoli di Nicola Stievano sulla vicenda capitata  ad una famiglia di Cavino emigrata in Francia  nel 1927  e dell’interesse storico del regista  veronese Mauro Vittorio  Quattrina  che sta raccogliendo informazioni, testimonianze per un film-documentario “ Il fuoco sopra gli angeli”  che probabilmente sarà pronto per aprile 2014 , prima del 60° anniversario della strage nazista del 10 giugno 1944 .

 Si tratta dei coniugi   Antonio Miozzo,  nato nel 1903, figlio di Beniamino e  Anna Marcon, e  di  Lucia Zoccarato di Campodarsego figlia di Angelo  e Orsolina Luisetto, residenti in via Bregatei  che erano recati in una regione centrale della Francia con i loro primi tre figli  e lì  ne hanno avuti altri sei.
Ebbene,  come scrive il giornalista citato nell’articolo del 2 agosto scorso,   “ È il 10 giugno 1944, alcuni giorni dopo lo sbarco in Normandia, quando il 4º Reggimento Panzer Grenadier Der Führer della divisione Das Reich, come rappresaglia per l’uccisione di un loro ufficiale, fece un rastrellamento entro i confini geografici del villaggio e ordinò a tutti gli abitanti di radunarsi in un parco, apparentemente per controllare i documenti. Nel frattempo gli uomini vennero portati in sei granai e uccisi a colpi di mitragliatrice. Le SS spararono alle gambe, secondo le testimonianze dei sopravvissuti, in modo da prolungare l’agonia, poi bruciarono i granai.
Morirono 197 persone, solo cinque si salvarono.
Quindi i nazisti entrarono nella chiesa dove avevano radunato 240 donne e 205 bambini: prima fecero esplodere un ordigno, poi spararono all’impazzata con le mitragliatrici.
Solo una donna sopravvisse, in tutto morirono 642 persone.    Nella notte il resto del paesino venne incendiato e raso al suolo».
 Oradour non è più stato ricostruito: da allora quelle macerie e le lamiere contorte e arrugginite sono uno dei tanti tristi moniti alla crudeltà umana.
Centinaia di lapidi ricordano le vittime innocenti nel “villaggio-martire”.
Una è dedicata alla famiglia padovana. La foto della madre Lucia Zoccarato (indicata con il cognome del marito, Miozzo) è circondata da quelle dei sette figli morti quel giorno: Bruno, Antonio,  Armando, Luigi, Anna Teresa, Marcello e Giovanni.
Appena tre i superstiti, perché probabilmente lontani dal villaggio: il marito Giuseppe Antonio Miozzo, che in seguito tornò a San Giorgio delle Pertiche, con le figlie Ofelia (morta nel 1973) e Angela.
Antonio  Miozzo si salvò perché, dopo l'8 settembre 1943 non aderendo alla Repubblica sociale di Mussolini, venne deportato in Germania dai tedeschi. 
 Nonostante avesse 9 figli,  fu richiamato in Italia nel 1940 per combattere come soldato. 
Venne a conoscenza della morte terribile di moglie e figli solo nel 1945 quando tornò dalla prigionia.  
Ritornato a Cavino, nella abitazione paterna  in via Bregatei (attuale civico 8, ora della sua casa rimane solo un rudere) sposò  Mercede Rosso, una paesana  ben nota per la sua dedizione in parrocchia e per la sua  bottega di mercerie. Morì nel 1954, otto anni prima del padre Beniamino, senza avere figli dalla seconda moglie.
Del  tragico fatto diversi nostri paesani erano a conoscenza, ma  mancavano particolari,  ora più chiari  grazie alla ricerca del regista e di appassionati di storia locale come il prof. Bruno Caon.   
La data dell’anniversario , 10 giugno 2014 potrebbe essere un’occasione per  poter, noi di San Giorgio delle Pertiche (Cavino),  presenziare  alla cerimonia in Francia

Da informazioni raccolte in rete Nevio B.

Ho aperto una pagina  su www.cavinoinforma.it   dove ho raccolto  documenti del web  sulla strage di Oradur e della famiglia  Miozzo.