sabato 25 gennaio 2014

Anche a Cavino c’è il gruppo CARITAS

Anche a Cavino
c’è il gruppo CARITAS

             E’ nato da pochi mesi!  
Finalmente anche a Cavino c’è il gruppo CARITAS…. siamo in pochi ma attivo e presente per quanto riguarda le iniziative.
Ci siamo posti per il momento dei piccoli obiettivi aderendo alle iniziative vicariali proposte dalla nostra diocesi.

1-  RACCOLTA COPERTE per i senza fissa dimora.
A Cavino sono state raccolte ben 25 coperte che sono state portate al referente di  Santa Giustina in Colle presso il centro parrocchiale (punto raccolta per il vicariato).  In un secondo momento un volontario Caritas  ha consegnato tutte le coperte raccolte alla parrocchia Buon Pastore  dei Padri Rogazionisti sita in via T. Minio all’Arcella da qui poi destinate ai senza tetto della nostra diocesi.
Che dire poi della raccolta alimenti di prima necessità?
E’ stata una vera sorpresa da quanto materiale è stato raccolto (visto il difficile periodo economico).    Abbiamo riempito un’auto e consegnato personalmente gli alimenti alle cucine popolari di Padova.
Parte di questi alimenti rimangono in parrocchia per le persone in difficoltà del nostro paese.

      Vi  rimandiamo al sito del Risveglio per le foto della raccolta alimentare.
Attraverso il Risveglio vi terremo informati riguardo le nostre iniziative.

Cosa importantissima:
GRAZIE  PER LA VOSTRA SENSIBILITA’ E GENEROSITA’.
GRUPPO CARITAS CAVINO






  PS:  Lettera di ringraziamento di Suor Lia per  quanto offerto alle  Cucine Economiche Popolari di Padova

Con la presente siamo a ringraziarvi per l'attenzione e la solidarietà verso i poveri che avete avuto facendo dono a questo ente di tanti prodotti alimentari.
            
Grazie di cuore a nome di tante persone  che frequentano questo posto.

Sr. Lia - responsabile servizio C.E.P.



lunedì 20 gennaio 2014

Anche la RAI a Cavino

Anche la RAI a Cavino  per riprendere l'abitazione della famiglia Miozzo trucidata dalle SS  in Francia il 10 giugno 1944

Nel giugno 1944 le SS trucidarono i cittadini di Oradour-Sur-Glane: tra loro c'erano anche Lucia Zoccarato,moglie di Antonio Miozzo e i loro 7 figli.
        La stampa locale, nazionale  e anche internazionale ha ripreso a parlare del  fatto accaduto 70 anni fa in Francia.   Tra le vittime della rappresaglia nazista la famiglia Miozzo Antonio figlio di Beniamino di Cavino, emigrata qualche anno prima in Francia: la moglie Lucia con i 7 figli fucilati in chiesa o arsi vivi. La Procura militare di Roma, a seguito di un’inchiesta giornalistica del documentarista veronese Quattrina ha aperto un’inchiesta.   Infatti il procuratore Marco De Paolis sta studiando le carte sull'eccidio nel quale furono trucidati 642 civili tra cui le persone citate. Qualche giorno fa, un uomo di ottantotto anni di Colonia, indicato come Werner C, è stato giudicato colpevole dalla corte tedesca di Dortmund, per aver partecipato ad uno dei peggiori massacri commessi dalle SS di Hitler nella Francia centrale, nel 1944. Questo villaggio da allora è stato preservato a memoria delle 642 vittime dei nazisti.    
 Siamo in attesa di vedere il documentario-film che a  maggio dovrebbe essere pronto.
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venerdì 17 gennaio 2014

Eccidio nazista e Cavino

La justice italienne ouvre une enquête sur le massacre d'Oradour


Parmi les victimes de ce massacre du 10 juin 1944, figuraient Lucia Zoccarato et ses sept enfants (450 femmes et enfants ont au total été méthodiquement tuées dans ce village) : Bruno, Antonio, Armando, Luigi, Anna Teresa, Marcello et Giovanni.


Stragi naziste: inchiesta sull’eccidio di italiani in Francia


Gli italiani morti nella «Marzabotto» francese
Clea, Lucia e i 7 ragazzi trucidati dai nazisti



Eccidio nazista, inchiesta in Francia. Tra 642 vittime coppia e 7 bambini italiani

Nel giugno 1944 le SS trucidarono i cittadini di Oradour-Sur-Glane: tra loro c'erano anche Lucia Zoccarato, moglie di Giuseppe Antonio  Miozzo originario di Cavino e i loro 7 figli. Sotto accusa un 88enne presunto responsabile della strage



domenica 5 gennaio 2014

Dopo Cecio (Segio Libralon) anche Fabrizio Panozzo se ne è andato

Dopo Cecio (Segio Libralon) anche  Fabrizio Panozzo se ne è andato 
Giovedì 3 gennaio è morto Fabrizio Panozzo, 48 anni, residente a Padova e originario di Thiene, cooperatore sociale, presidente della cooperativa sociale «Il Portico» di Padova (una delle cinque realtà di Gruppo Polis) e presidente di «Federsolidarietà Padova». 

 Dopo gli studi svolge il periodo di servizio civile come obiettore di coscienza presso le Cucine Popolari di Padova. Qui incontra don Giuseppe Maniero, storico direttore della Caritas, che lo coinvolge nelle attività dell’associazione Fraternità e Servizio, fondatrice qualche anno prima della cooperativa sociale Polis Nova.
Vent’anni che lo hanno visto protagonista su diversi fronti: lo sviluppo della cooperativa, fino all’avvio di 8 strutture che oggi accolgono più di 60 persone; l’impegno in Confcooperative Federsolidarietà, nella quale ha ricoperto incarichi anche a livello nazionale e di cui era tuttora presidente provinciale e vicepresidente regionale; un ruolo di primo piano presso la Commissione Regionale Salute Mentale; il lavoro in parrocchia a Montà e la collaborazione con la Pastorale sociale e del lavoro della Diocesi di Padova.Lo scorso anno il Premio Giovanni da Cavino era stato assegnato alla comunità POLIS da lui fondata e diretta


Credeva nei giovani, nella cooperazione e specialmente in quella sociale. Dopo aver assunto ruoli a livello nazionale in Federsolidarietà - Confcooperative ed essersi impegnato nella promozione del Servizio Civile Nazionale, aveva negli ultimi anni assunto la carica di presidente provinciale dell'Associazione, oltre che di vice presidente regionale.
La Comunitàricorda il giorno dopo l'ultimo saluto a Sergio "Cecio" Libralon. che lavorava presso di loro, anche Fabrizio se ne è andato. 
Fabrizio  era una persona appassionata, tenace, creativa, era da sempre in prima linea nel cercare nuove soluzioni e nuovi modelli di intervento per migliorare la qualità della vita delle persone in difficoltà. 
Un imprenditore sociale, un cooperatore Due perdite importanti per Il Portico, il Gruppo Polis e per tutti.

Nevio B

Fonti dal Mattino di Padova e da sito di POLIS

venerdì 3 gennaio 2014

A Sergio Libralon

Il mio saluto a Sergio

 Caro Sergio, a circa  una settimana della tua dipartita  ho deciso di scriverti una  lettera.  
Il giorno dei tuoi funerali la chiesa era piena di persone che hanno manifestato  il loro affetto nei tuoi confronti e tra le centinaia c’ero anch’io.    Ho visto negli occhi dei tuoi amici, di coloro che ti hanno apprezzato, il dolore  per la tua improvvisa dipartita,  ho sentito  durante la celebrazione parole  di stima, di ringraziamento, di apprezzamento per quanto hai fatto nei giorni che il Signore ti ha dato.  
Rammento le parole di don Albino Bizzotto, fondatore del “Movimento Beati i costruttori di Pace” quando ha detto che fin da giovanissimo hai scelto l’obiezione di coscienza  come strumento di  non violenza  per la pace e   nel tuo rapporto con la terra. 
 Hai saputo coniugare il tuo impegno in molti settori: dal rispetto dell’ambiente, alla cultura di una politica per il bene comune, alla solidarietà  coi più sfortunati  (ricordo la tua insistente promozione per gli aiuti umanitari ai profughi della ex Jugoslavia, la presenza nelle comunità alloggio.... ), all’educazione ai piccoli  verso l’amore per il creato, alla crescita comunitaria anche del nostro piccolo paese  promuovendo incontri formativi o eventi significativi (ricordo che sei stato tra i promotori del Premio Giovanni da Cavino) o sostenendo iniziative già partite  offrendo il tuo contributo (con il gruppo Amici per la bici e altri).     
 Personalmente  ti ringrazio anche per la tua collaborazione nei primi anni de Il Risveglio  offrendoci articoli qualificanti su temi ambientali e sul bene comune.
Dall’omelia di don Albino vorrei con te risentire quanto ha detto: “Cecio  ha  mostrato una umanità grande messa a disposizione per tutti per farci sentire  fratelli....  Cecio  non andava in chiesa, però anche se non ha avuto una pratica religiosa, il dono che ha avuto nella vita lo ha messo a disposizione per il bene comune, mai per interesse personale e meno che meno per interessi economici.”    E ancora “ E’ possibile vivere solo volendo bene?  E’ la domanda fondamentale guardando Cecio..... Io pregherò per due motivi; quello di essersi sempre interessato e impegnato per la vita delle persone  e per la terra che è madre.... Il  Signore  non ha un Cielo per conto suo; il Cielo di Dio, la sua realtà è cuore di ciascuno di noi, Dio si gioca nella nostra libertà....”
Caro Sergio, anche se il nostro rapporto non è stato di profonda amicizia ti ho sempre apprezzato  per la tua modestia,  per tue le convinzioni profonde nei valori condivisi, per la tua singolarità di vita spesso anticonformista, per la tua  sensibilità  ambientale  e per l’ attenzione al bene del nostro territorio.
Penso di condividere il pensiero di molti lettori de Il Risveglio.
Arrivederci nel Cielo...
Nevio e famiglia. 

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