Aprile 2013
venerdì 5 aprile 2013
venerdì 29 marzo 2013
Pasqua del Signore
AUGURI
È la Pasqua del Signore!
Festa strana per chi non ha fede e per alcuni è solo festa di inizio primavera.
Festa fondamentale del credente cristiano.
Festa in cui salta ogni logica umana è sconvolta: la morte è sconfitta!
E i potenti, rovesciati dai troni, lasciano il posto ai poveri; i grandi, sbalzati dai loro scranni, fanno spazio ai piccoli. Dinanzi ad essi è il Signore in persona che si china, fino a terra per baciare piedi, asciugare lacrime, custodire smarrimenti. Oggi le lacrime si mutano in canto.
Festa della fragilità che diviene potente, della pietra scartata, che ora è testata d'angolo.
Festa della morte che si cambia in vita piena, eterna, sovrabbondante.
Festa del Dio dal volto umano e dell'uomo in cui rintracciamo il vero volto di Dio.
Festa - quest'anno - anche di papa Francesco, giunto dalla fine del mondo con il suo buonasera! per chinarsi dinanzi a ciascuno di noi, per rammentarci il dovere della gioia e la meraviglia della tenerezza di Dio.
Custoditevi l'un l'altro... e custodite, per favore, il creato.
Queste le parole di papa Francesco, che ricordano il senso dell'antica alleanza nata attorno alla mensa, torniamo, condividere un pane, un incontro, un cammino.... Ma anche condividere la cura per l'uomo, troppo spesso umiliato e ferito, e del divino che attraverso di esso si fa presente. Poiché chi vuole incontrare Dio, potrà farlo solo incontrando i fratelli, immergendosi nel mondo degli uomini e delle creature tutte.
E a tutti i miei amici e anche quelli che non mi considerano loro amico, perchè non mi conoscono, a tutti i lettori de IL RISVEGLIO, ai bambini della scuola dell'Infanzia di Cavino, ai miei alunni di oggi e di ieri...
AUGURI di BUONA PASQUA con l'affermazione liturgica
Cristo è veramente risorto, Alleluia!
È la Pasqua del Signore!
Festa strana per chi non ha fede e per alcuni è solo festa di inizio primavera.
Festa fondamentale del credente cristiano.
Festa in cui salta ogni logica umana è sconvolta: la morte è sconfitta!
E i potenti, rovesciati dai troni, lasciano il posto ai poveri; i grandi, sbalzati dai loro scranni, fanno spazio ai piccoli. Dinanzi ad essi è il Signore in persona che si china, fino a terra per baciare piedi, asciugare lacrime, custodire smarrimenti. Oggi le lacrime si mutano in canto.
Festa della fragilità che diviene potente, della pietra scartata, che ora è testata d'angolo.
Festa della morte che si cambia in vita piena, eterna, sovrabbondante.
Festa del Dio dal volto umano e dell'uomo in cui rintracciamo il vero volto di Dio.
Festa - quest'anno - anche di papa Francesco, giunto dalla fine del mondo con il suo buonasera! per chinarsi dinanzi a ciascuno di noi, per rammentarci il dovere della gioia e la meraviglia della tenerezza di Dio.
Custoditevi l'un l'altro... e custodite, per favore, il creato.
Queste le parole di papa Francesco, che ricordano il senso dell'antica alleanza nata attorno alla mensa, torniamo, condividere un pane, un incontro, un cammino.... Ma anche condividere la cura per l'uomo, troppo spesso umiliato e ferito, e del divino che attraverso di esso si fa presente. Poiché chi vuole incontrare Dio, potrà farlo solo incontrando i fratelli, immergendosi nel mondo degli uomini e delle creature tutte.
E a tutti i miei amici e anche quelli che non mi considerano loro amico, perchè non mi conoscono, a tutti i lettori de IL RISVEGLIO, ai bambini della scuola dell'Infanzia di Cavino, ai miei alunni di oggi e di ieri...
AUGURI di BUONA PASQUA con l'affermazione liturgica
Cristo è veramente risorto, Alleluia!
Nevio Bedin
sabato 9 marzo 2013
Aspettiamo il nuovo Papa-
Un interessante articolo dalla rivista IL TIMONE ci aiuta a sperare che lo Spiritto Santo non ci farà macare un anltro Papa eccezionale come Benedetto XVI
Perché, anche di fronte all’improvvisa e imprevedibile rinuncia al pontificato di papa Benedetto XVI, ai timori circa le conseguenze per il futuro della Chiesa e del suo popolo – che, per un momento, ha provato la sensazione di sentirsi solo, spaesato e forse persino “abbandonato” dallo stesso Pastore universale della Chiesa – dobbiamo conservare una salda e inamovibile tranquillità d’animo?
Perché, pur ipotizzando che leragioni della rinuncia, così come le ha indicate Benedetto XVI nell’ormai famoso discorso ai cardinali, rimandino a circostanze realmente “gravissime”, la fede di un cattolico deve rimanere ferma e forte?
Domande più che comprensibili, alle quali Fede e ragione rispondono con limpida chiarezza.
La Fede, infatti, insegna che qualunque cosa accada, anche nella Chiesa, fosse pure la più tremenda che si possa immaginare (che so: l’eresia che si diffonde, pastori disobbedienti al Papa, logge massoniche operanti in Vaticano, lobbies omosessuali agenti all’ombra del cupolone, finanche cultori di satana che trovano spazio per riti aberranti e blasfemi nei sacri palazzi… chi può escluderlo a priori?) «le porte degli inferi non prevarranno».
Con buona pace di tutti i suoi nemici, interni (ahimè, ve ne sono) ed esterni, la Chiesa non verrà mai meno! Il fondamento di tale certezza è Dio stesso fattosi Uomo, ed Egli, proprio perché è Dio, non può né sbagliarsi né ingannarci.
Lui ci ha offerto – e noi l’abbiamo accolta – un’infallibile “polizza di assicurazione”: la Chiesa è Sua, è del Figlio di Dio, il Quale – per un disegno sostanzialmente misterioso, ma non del tutto incomprensibile – potrà persino consentire che la Catholica subisca colpi duri e mazzate dolorose, ma mai mortali.
Alla fede dà man forte la ragione. La quale constata come, nel corso della sua bimillenaria storia, la Chiesa abbia attraversato molte volte situazioni realmente “drammatiche”, tanto che molti dei suoi avversari ritenevano fosse giunta al capolinea. Che è esattamente ciò che ancora oggi sperano in tanti, e non solo – purtroppo – al di fuori della Chiesa. Eppure, il “Corpo mistico di Cristo” è ancora qui, vivo (di sicuro) e vegeto (anche se acciaccato).
Dunque, avanti senza timore! Forti di siffatta certezza, dormiamo sonni tranquilli, proprio come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger a Vittorio Messori, che con il Prefetto della Congregazione per la Dottrina delle Fede (poi divenuto Papa) stava preparando il celebre “Rapporto sulla Fede”: «Io dormo benissimo, perché sono consapevole che la Chiesa non è nostra, è di Cristo, noi siamo solo servi inutili: io alla sera faccio l’esame di coscienza, se constato che durante la giornata ho fatto con buona volontà tutto quello che potevo, io dormo tranquillo».
Spiega Messori: «Ecco, Ratzinger ha assolutamente chiaro che noi non siamo chiamati a salvare la Chiesa, ma a servirla, e se non ce la fai più la servi in un altro modo, ti metti in ginocchio e preghi. La salvezza è una questione di Cristo». Sì, questo è proprio il momento di metterci in ginocchio e pregare.
Un interessante articolo dalla rivista IL TIMONE ci aiuta a sperare che lo Spiritto Santo non ci farà macare un anltro Papa eccezionale come Benedetto XVI
Perché, anche di fronte all’improvvisa e imprevedibile rinuncia al pontificato di papa Benedetto XVI, ai timori circa le conseguenze per il futuro della Chiesa e del suo popolo – che, per un momento, ha provato la sensazione di sentirsi solo, spaesato e forse persino “abbandonato” dallo stesso Pastore universale della Chiesa – dobbiamo conservare una salda e inamovibile tranquillità d’animo?
Perché, pur ipotizzando che leragioni della rinuncia, così come le ha indicate Benedetto XVI nell’ormai famoso discorso ai cardinali, rimandino a circostanze realmente “gravissime”, la fede di un cattolico deve rimanere ferma e forte?
Domande più che comprensibili, alle quali Fede e ragione rispondono con limpida chiarezza.
La Fede, infatti, insegna che qualunque cosa accada, anche nella Chiesa, fosse pure la più tremenda che si possa immaginare (che so: l’eresia che si diffonde, pastori disobbedienti al Papa, logge massoniche operanti in Vaticano, lobbies omosessuali agenti all’ombra del cupolone, finanche cultori di satana che trovano spazio per riti aberranti e blasfemi nei sacri palazzi… chi può escluderlo a priori?) «le porte degli inferi non prevarranno».
Con buona pace di tutti i suoi nemici, interni (ahimè, ve ne sono) ed esterni, la Chiesa non verrà mai meno! Il fondamento di tale certezza è Dio stesso fattosi Uomo, ed Egli, proprio perché è Dio, non può né sbagliarsi né ingannarci.
Lui ci ha offerto – e noi l’abbiamo accolta – un’infallibile “polizza di assicurazione”: la Chiesa è Sua, è del Figlio di Dio, il Quale – per un disegno sostanzialmente misterioso, ma non del tutto incomprensibile – potrà persino consentire che la Catholica subisca colpi duri e mazzate dolorose, ma mai mortali.
Alla fede dà man forte la ragione. La quale constata come, nel corso della sua bimillenaria storia, la Chiesa abbia attraversato molte volte situazioni realmente “drammatiche”, tanto che molti dei suoi avversari ritenevano fosse giunta al capolinea. Che è esattamente ciò che ancora oggi sperano in tanti, e non solo – purtroppo – al di fuori della Chiesa. Eppure, il “Corpo mistico di Cristo” è ancora qui, vivo (di sicuro) e vegeto (anche se acciaccato).
Dunque, avanti senza timore! Forti di siffatta certezza, dormiamo sonni tranquilli, proprio come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger a Vittorio Messori, che con il Prefetto della Congregazione per la Dottrina delle Fede (poi divenuto Papa) stava preparando il celebre “Rapporto sulla Fede”: «Io dormo benissimo, perché sono consapevole che la Chiesa non è nostra, è di Cristo, noi siamo solo servi inutili: io alla sera faccio l’esame di coscienza, se constato che durante la giornata ho fatto con buona volontà tutto quello che potevo, io dormo tranquillo».
Spiega Messori: «Ecco, Ratzinger ha assolutamente chiaro che noi non siamo chiamati a salvare la Chiesa, ma a servirla, e se non ce la fai più la servi in un altro modo, ti metti in ginocchio e preghi. La salvezza è una questione di Cristo». Sì, questo è proprio il momento di metterci in ginocchio e pregare.
Scritto da Gianpaolo BARRA
venerdì 1 marzo 2013
venerdì 15 febbraio 2013
Festa di Carnevale
I genitori della Scuola dell'Infanzia di Cavino
Invitano tutti alla
FESTA DI CARNEVALE
Domenica 24 Febbraio 2013
Presso la Sala Polivalente di Cavino
Programma:
ORE 15:00 Inizia la festa!!!
ORE 16:00 Recita dei genitori:
“PINOCCHIO.DOVE SEI ???” (la recita dei papà!!!)
ORE 17:00 Balli di Gruppo x Genitori, Bambini,
e molto altro……
martedì 12 febbraio 2013
..te lo dò io il lavoro
Incontro" ..te lo dò io il lavoro "
L'incontro si terrà a Santa Giustina in Colle domenica 17 febbraio
L'incontro si terrà a Santa Giustina in Colle domenica 17 febbraio
lunedì 4 febbraio 2013
Contro la crisi per le famiglie
Contro la crisi per le famiglie"
Giovedì 21 febbraio
presso la Sala Polivalente Cavino alle ore 20.30
L'incontro avrà come scopo informare la cittadinanza sulle energie rinnovabili,
risparmio energetico e sulla normativa 2013.
Contro la crisi per le famiglie" è il nostro slogan assieme a "bollette no grazie".
Ci sarà la possibilità di aderire ad un gruppo di acquisto solidale per ottenere, insieme, la miglior offerta sul mercato.
per L' Associazione Energia Pulita Trevisan Giuseppe
mercoledì 9 gennaio 2013
sabato 5 gennaio 2013
Marcia della PACE
Martedì 1° gennaio. Marcia della PACE
Circa un migliaio di persone presenti alla manifestazione in occasione della Giornata della Pace, tra queste anche una dozzina di Cavino. La marcia iniziata con un momento di ascolto di un paio di testimonianze significative: una coppia che opera nella comunità Papa Giovanni XIII e una giovane operatrice della Comunità di Sant'Egidio. Il corteo si è snodato per le vie del centro di Padova fino a raggiungere il municipio. Qui l'assessore Pilon ha tenuto un discorso elogiando l'iniziativa e le associazioni che operano a Padova e nella provincia; al termine dopo la consegna di un riconoscimento ai rappresentanti delle associazioni c'è stato il lancio dei palloncini. La marcia è proseguita fino alla chiesa di San Francesco e si è conclusa con l'Eucarestia celebrata dal Vescovo Antonio Mattiazzo.
A Cavino è toccato in sorte il cartello da elevare durante il percorso della "SIRIA", paese che in questo momento storico sta vivendo una situazione drammatica di guerra civile.
Ecco l'articolo apparso su IL MATTINO DI PADOVA e alcune foto della manifestazione .
.Nella chiesa di Santa Sofia già la prima strofa del canto d’inizio, popolarizzato da accordi di chitarra, più accattivante del procedere solenne del Gregoriano, disegna con chiarezza la straordinarietà di questa manifestazione per la pace che vede affiancate la comunità di Sant’Egidio, l’Azione Cattolica e la Diocesi: «Senti il cuore della tua città che batte nella notte, sembra una canzone alla ricerca di un’alba di serenità».La prima parte della cerimonia è di ascolto e testimonianza, due modi per declinare la pace che si incastrano come tessere in un puzzle: la pace del quotidiano, del vivere in famiglia è quella perseguita dalla Comunità di Giovanni XXIII che ha accolto profughi dalla vita, usciti dal tunnel dell’alcol e della droga, la maternità dolorosa avvilita dalla miseria. Sono state aperte le porte anche agli zingari a cui è stata tesa una mano e offerto un sorriso, spogliandosi da ogni pregiudizio.La Comunità di Sant’Egidio ha fatto un miracolo garantendo ad un paese africano, prima lacerato dalle guerre, vent’anni di pace nel corso dei quali è stata vinta un’aspra battaglia contro l’Aids. Il paese si è rigenerato, la capitale Maputo è oggi una grande città, pulita e accogliente, con i tesori della vecchia architettura portoghese. Padova è vicina al Mozambico, vige un gemellaggio con Beira dove è stata realizzata una grande struttura sanitaria.Poi la fiaccolata. All’inizio 500 persone, in processione lungo via Santa Sofia, incorniciata da antichi palazzi, si snoda un serpente di luce punteggiato dai cartelli con i nomi dei paesi in zone di conflitto, la Nigeria, la Somalia, il Kashmir, il Congo. All’avanguardia i bambini che portano grappoli di palloncini colorati.
Prima tappa davanti al municipio, anche qui emerge un valore simbolico, il rapporto con le istituzioni: la gente che è aumentata durante il percorso si affolla attorno al grande albero di Natale. Parla l’assessore Claudio Piron, lancia un messaggio di speranza, lo stesso contenuto nel gesto di liberare al vento una sessantina di palloncini che si alzano nel cielo ormai buio. Interviene anche il presidente della Comunità di Sant’Egidio e mette in luce l’incrocio di ricorrenze che fa da telaio alla manifestazione (cinquantenario del Concilio Vaticano II e dell’enciclica Pacem in Terris): «In occasione della Giornata Mondiale della Pace del primo gennaio 2013 vogliamo esprimere la nostra adesione al Messaggio di Papa Benedetto XVI: “Beati i costruttori di pace”».«I nostri tempi – ha detto infatti il Pontefice – sono contrassegnati dalla globalizzazione, da sanguinosi conflitti e da minacce di guerra. Ciò impone un rinnovato impegno nello sviluppo del bene comune. L’uomo è fatto per la pace che è dono di Dio». Sono ormai in mille i fedeli che concludono il loro cammino alla chiesa di San Francesco dove la messa è stata celebrata dal vescovo Antonio Mattiazzo. Anche qui parole di pace e di speranza.
Aldo Comello
mercoledì 2 gennaio 2013
Festa della Santa Famiglia di Nazareth
Alla messa delle ore 11.00, diverse coppie hanno festeggiato nella memoria della famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe il loro anniversario di matrimonio. Chi 1 anno, 25 anni… 50 anni! ma anche coloro che hanno ricordato con gratitudine i loro 5, 10, 15, 20, 30, 40 o più anni di vita insieme.
La semplice cerimonia liturgica ha coinvolto i partecipanti, soprattutto nella comune preghiera.
Un momento della comunità da ripetere magari con più preparazione.
Alla messa delle ore 11.00, diverse coppie hanno festeggiato nella memoria della famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe il loro anniversario di matrimonio. Chi 1 anno, 25 anni… 50 anni! ma anche coloro che hanno ricordato con gratitudine i loro 5, 10, 15, 20, 30, 40 o più anni di vita insieme.
La semplice cerimonia liturgica ha coinvolto i partecipanti, soprattutto nella comune preghiera.
Un momento della comunità da ripetere magari con più preparazione.
mercoledì 26 dicembre 2012
PRESEPIO ARTISTICO
PRESEPIO ARTISTICO a Cavino
Dopo il successo dello scorso anno il Gruppo Presepio, composto da alcuni giovani, si è impegnato per preparare una nuova edizione per la nostra chiesa.
Il risultato è certamente sorprendente: il presepe è completamente rinnovato, curato in tutti i particolari e soprattutto creato interamente a mano: frutto di ingegno, passione e pazienza.
La sacra natività è collocata in un porticato di un paesaggio rurale in un piccolo borgo. In primo piano oltre al punto focale della famiglia di Nazareth, una grande ruota di mulino che si muove con l'acqua corrente, un cortile con abitazioni e attività produttive ricco di particolari; alla sinistra del visitatore una via che si allontana e che lascia intravedere la vita di tutti i giorni all'interno e all'esterno delle abitazioni.
La collocazione della nascita del Bambin Gesù in un portico, indica che la venuta del Salvatore è qui tra gli uomini, il portico aperto è espressione dell'apertura a tutti della Salvezza, e la possibilità per tutti di accoglierLa
Il lavoro è costato ben 10 mesi di impegno per due serate alla settimana.
Il gruppo è composto da Mirco Caon, Daniele Bedin e Fabio Cavinato. Altri giovani ( Daniele Massarotto, Roberto Favaro) in varie occasioni hanno collaborato così altri per il materiale.
Bravi e grazie!.
Dopo il successo dello scorso anno il Gruppo Presepio, composto da alcuni giovani, si è impegnato per preparare una nuova edizione per la nostra chiesa.
Il risultato è certamente sorprendente: il presepe è completamente rinnovato, curato in tutti i particolari e soprattutto creato interamente a mano: frutto di ingegno, passione e pazienza.
La sacra natività è collocata in un porticato di un paesaggio rurale in un piccolo borgo. In primo piano oltre al punto focale della famiglia di Nazareth, una grande ruota di mulino che si muove con l'acqua corrente, un cortile con abitazioni e attività produttive ricco di particolari; alla sinistra del visitatore una via che si allontana e che lascia intravedere la vita di tutti i giorni all'interno e all'esterno delle abitazioni.
La collocazione della nascita del Bambin Gesù in un portico, indica che la venuta del Salvatore è qui tra gli uomini, il portico aperto è espressione dell'apertura a tutti della Salvezza, e la possibilità per tutti di accoglierLa
Il lavoro è costato ben 10 mesi di impegno per due serate alla settimana.
Il gruppo è composto da Mirco Caon, Daniele Bedin e Fabio Cavinato. Altri giovani ( Daniele Massarotto, Roberto Favaro) in varie occasioni hanno collaborato così altri per il materiale.
Bravi e grazie!.
sabato 22 dicembre 2012
venerdì 23 novembre 2012
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